La Torre Eiffel è costruita principalmente in ferro, un materiale che, all’epoca, rappresentava una scelta economica ed efficace, specie considerando che doveva durare solo 20 anni.
Costruita tra il 1887 e il 1889 per l’Esposizione Universale di Parigi, la torre è un iconico esempio di architettura in ferro.
Sebbene oggi l’acciaio sia più comune nelle costruzioni moderne, il ferro era il materiale protagonista della seconda metà dell’Ottocento, grazie alla sua resistenza e malleabilità.
Perché la torre Eiffel è stata costruita in ferro e non in acciaio?
Partiamo dalla differenza tra questi due materiali, non sempre chiara e spesso trascurata. Ciò che li distingue in realtà è il contenuto di carbonio:
- il termine ferro sarebbe riservato al solo metallo puro, che, però, praticamente non viene usato perché poco resistente e costoso da ottenere, infatti in natura non si rinviene ferro puro ma bisogna estrarlo dai minerali nei quali si trova nello stato ossidato, procedendo alla riduzione chimica del minerale ed alla rimozione delle impurità (tra cui il carbonio), mai completamente eliminabili; possiamo concludere che quello comunemente chiamato “ferro” in realtà è un acciaio extradolce, cioè contenente pochissimo carbonio, inferiore allo 0,15%.
- L’acciaio, invece, è una lega composta principalmente da ferro e carbonio, quest’ultimo non superiore al 2,06% (oltre questo limite si ha la ghisa).
Il ferro impiegato nella Torre Eiffel venne prodotto con una tecnica chiamata puddellaggio (da pudding – mescolare), una pratica siderurgica nata alla fine del ‘700 che consisteva nella decarburazione (riduzione del contenuto di carbonio) della ghisa grezza in un forno a riverbero.
Fu costruita in due anni, due mesi e 5 giorni di lavori grazie ad un sistema di costruzione con pezzi prefabbricati, dal 1887 al 1889, per l’esposizione universale di Parigi, organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese; prende il nome dal suo progettista, l’ingegnere Alexandre Gustave Eiffel. Furono le acciaierie Dupont e Fould a fornire a Gustave Eiffel il ferro puddellato, 18038 pezzi assemblati con 2 milioni e mezzo di rivetti da 300 operai.
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento l’acciaio divenne uno dei punti cardine del mondo occidentale, la sua produzione ed il suo impiego crebbero considerevolmente, in virtù della maggiore durata rispetto alle strutture realizzate in ferro, materiale utilizzato fino a quel momento.
E allora perché Eiffel per la torre preferì impiegare il ferro?
La sua decisione fu dettata puramente da una questione economica, riuscì infatti a rispariamare sul costo totale e il maggior peso non costituì un incoveniente, nonostante la forma imponente e la robustezza dei materiali il peso non supera 7.300 tonnellate per un’altezza, nel 1889, di 312,27 m (inclusa bandiera), oggi con l’antenna raggiunge 324 m. Teniamo comunque presente che la Torre Eiffel doveva essere un’opera temporanea, avrebbe dovuto essere demolita dopo 20 anni ma il suo successo e la sua soppravvenuta utilità come laboratorio scientifico e come piattaforma per le antenne radio la salvarono.
Acciaio vs ferro: perché non fu usato l’acciaio nella torre Eiffel?
Sebbene l’acciaio fosse un materiale in crescita durante la costruzione della Torre Eiffel, Eiffel scelse il ferro per motivi pratici e di costo. Sebbene l’acciaio fosse più resistente, il ferro puddellato aveva già dimostrato una durata sufficiente per le necessità della torre, ed era più economico da produrre. Inoltre, la struttura progettata non richiedeva l’uso di acciaio, poiché il ferro garantiva già la resistenza necessaria.
“L’asparago di ferro” è ancora oggi il principale simbolo della città di Parigi.
